Il vivaio Mates di Orbetello produce dal 1994 piante adatte a climi mediterranei, ovvero caldi e siccitosi d’estate con piogge concentrate soprattutto in autunno e primavera. All’interno del vivaio si sperimenta il sistema ‘BotanicalDryGarden’ che permette di realizzare giardini a basso consumo idrico e spesso a bassa manutenzione. Qui le piante vengono testate in base alla loro adattabilità alle condizioni ambientali ed alla siccità, e coltivate in appositi vasetti antispiralizzazione – che presentano scanalature laterali ed una forma molto più allungata dei classici vasetti – per far si che le radici convergano verso il fondo senza attorcigliarsi, favorendo quindi un più rapido adattamento alle condizioni che troveranno dopo la piantumazione.
Il proprietario, che ci ha gentilmente accompagnato nella visita, spiega che nel giardino non vi è un impianto di irrigazione e si innaffia soltanto nel periodo iniziale di attecchimento qualora non piovesse abbastanza, o durante le estati più siccitose. In ogni caso, i periodi migliori per mettere a dimora le piante sono l’autunno e la primavera, per sfruttare l’abbondanza di pioggia.
Il giardino esprime il meglio di sé in primavera-estate, ma grazie alla varietà di specie presenti all’interno dell’azienda, si riescono ad avere contrasti cromatici interessanti e fioriture che si alternano per quasi tutto l’anno.
All’ingresso, grossi ciuffi di Stipa tenuissima ormai ingiallita ondeggiano ad ogni alito di vento, ed una aiuola con una varietà compatta di Tulbaghia violacea segue il percorso che conduce agli uffici.

Le piante per climi aridi presentano spesso colori sobri e tenui: sfumature malva per Lavande e Scabiose,  gialli pallidi per Elicrisi, Santoline e Phlomis, azzurri per Salvie e Teucrium, foglie grigie o argentate di Stachys e Artemisie. Ma non mancano i blu intensi del Ceratostigma griffithii, il rosso squillante di un Epilobium canum o di una Jacobinia, che richiamano l’attenzione da lontano.
Naturalmente il prato all’inglese è fuori luogo in un giardino come questo; qui infatti si sperimentano altre varietà di tappezzanti, come la Phyla (o Lippia) nodiflora, che si riempie di fiorellini rosati – e di api ! – ed è perfettamente calpestabile.  I partecipanti al viaggio testano personalmente – e ben volentieri – la morbidezza di un altro tipo di prato che non richiede innaffiature: è piacevolmente pungente ma molto soffice !
Non manca un orto, dietro al recinto dipinto di bianco…. e i visitatori fotografano…e scoprono piante non proprio comuni, come la Romneya coultherii, una grande papaveracea di origine americana, dai fiori bianchi che sembrano di carta velina.
Nel giardino è stato creato un anfiteatro circondato da cipressi, destinato a ospitare concerti e altre rappresentazioni artistiche, e l’istallazione in corten dedicata alla musica del paesaggista Vittorio Peretto, che riproduce sulla scala musicale le prime note della Primavera di Vivaldi.
Qualcuno ha preferito rimanere all’ombra dei cipressi, ma ci siamo quasi tutti per la foto di gruppo! e dopo un po’ di acquisti in vivaio ed un pranzo all’aperto, si vistano le cantine Antinori, bellissimo esempio di architettura contemporanea –  progetto dell’architetto Casamonti per studio Archea – inaugurata nel 2012.

La struttura della cantina, rivestita esternamente da corten, legno, cotto e vetro, è quasi invisibile dall’esterno, se non per due sinuose fenditure nella collina sul fronte della costruzione; appare quindi inserita in modo non intrusivo nel paesaggio circostante, su cui si affaccia da un’ampia terrazza, separata da questo solo dai prati e vigneti che la circondano e con cui sembra fondersi. La cantina è stata progettata per avere un basso impatto ambientale e un alto risparmio energetico; la temperatura ideale per una corretta vinificazione e conservazione dei vini è infatti assicurata dallo spesso strato di terra che ricopre la struttura e su cui sono stati impiantati numerosi vitigni storici e tipici della zona.

La grande vetrata sul fronte riflette il paesaggio, ed il colore rosso brunito dei materiali usati contribuiscono a fondere l’edificio con i colori dell’ambiente circostante; una scenografica scala elicoidale collega i 3 piani della struttura all’ingresso, una grande hall con vari spazi per i visitatori, tra cui una sala con proiezioni sulle fasi di costruzione della struttura, istallazioni artistiche, una biblioteca, e ancora un’area museale, il wine shop e la barricaia dove si conservano i vini, oggetto della visita guidata e della degustazione.

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