Descrizione Progetto

Da “Gli Incontri del Martedì” –

Questo giardino è una piacevole sorpresa che non ci si aspetta di trovare in un paesino rurale, tra le montagne e i prati dell’ Oberosterreich, e in realtà non è un giardino “di campagna”,  è un giardino  “in” campagna.

La proprietaria, una giovane insegnante, non è infatti una semplice dilettante ma una vera esperta di giardinaggio che collabora da anni con una rivista del settore, ha scritto tre libri di giardinaggio, cura un bel blog molto seguito ed è piuttosto conosciuta nell’ambiente locale; nel tempo libero collabora inoltre con il noto vivaio  ‘Sarastro’, da cui provengono molte delle sue piante.

In questo giardino si vede la mano abile di una persona esperta dai gusti sicuri e raffinati, curiosa e attenta alle novità florovivaistiche, che sa creare con grande sensibilità e competenza, utilizzando anche molti arbusti della flora spontanea e col chiaro intento di rendere il giardino interessante in tutte le stagioni.

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La struttura del giardino è molto semplice: un appezzamento di forma quadrata di fianco alla casa, attraversato da un sentiero serpeggiante che continua a sorpresa lungo altre due zone, sul retro dell’abitazione e sull’altro lato della strada.

Appena si entra si è subito sommersi dalla vegetazione folta ed esuberante e la prima sensazione è di piante che si affollano e si sovrappongono; in realtà tanta abbondanza nasconde uno stretto sentiero di ghiaia bianca, che scende in leggera pendenza verso un piccolo specchio d’acqua.

Ai bordi del laghetto piante acquatiche o amanti dei terreni umidi, pietre e ciottoli disposti in modo da riprodurre un’ambientazione naturale. Ogni particolare è molto curato: i camminamenti sono in ghiaia con gradini di legno, oppure in erba; attorno al laghetto, le aiuole appaiono disegnate come isole nel prato.

Un vecchio, grande melo quasi al centro del giardino crea una zona ombrosa. Qui si gioca soprattutto con i toni del verde e con le forme del fogliame: un gruppo di Felci, il Polygonatum o Sigillo di Salomone, che troviamo spontaneo anche nei nostri boschi…..ma ci sono anche piante davvero poco comuni come la Kirengeshoma palmata e la Deinanthe caerulea, entrambe molto esigenti in fatto di acqua; ma qui innaffiare non è un problema, serve solo al momento dell’impianto per favorire l’attecchimento e in seguito non sarà più necessario.
Questa zona sotto il vecchio melo, con il gruppo di sedie e il tavolino, suggerisce una serena impressione di raccoglimento e di relax, ed è il punto focale di questa parte del giardino.

Al sole i colori sono più vivaci, ed anche piante considerate ‘da secco’ se la passano molto bene, evidentemente per via del terreno sufficientemente drenante.  In un’aiuola incontriamo una pianta mai vista prima (Napaea dioica, di origine americana) vicino ad un’ alta Macleaya cordata con belle foglie palmate e fiori piumosi dal colore arancio, che contrastano con lo sfondo porpora scuro del Cotynus coggygria.
Una panchina con rialzo centrale è un invito alla sosta per leggere un libro e osservare con calma il giardino: i sentieri d’erba – un sinuoso nastro verde tra le aiuole – il passaggio tra due aree diverse, sottolineato da un arco di legno con una giovane clematide che inizia ad arrampicarsi, e la veduta d’insieme, con sullo sfondo la casa dalla tipica architettura tirolese.

In questo giardino non ci sono decorazioni superflue, niente di troppo e niente fuori posto. Solo nell’orto si comincia a vedere qualche supporto ornamentale per le zucche o i cetrioli, e un orcio dalla forma snella per accompagnare la verticalità del traliccio su cui si arrampica una Clematis.

Una collezione di vasi e contenitori di recupero è appoggiata su un muretto di confine dell’orto e alcune aiuole sono rialzate con assi in legno; dentro vi sono  non solo ortaggi, ma anche piante “da fiore” che hanno usi medicinali o culinari: Nasturzio, Calendula, Papaver somniferum, Malva, Hemerocallis, Monarda didyma, ecc.; sulla rustica staccionata di legno che delimita da una parte l’orto, nell’ incavo di alcuni pali dalle forme contorte hanno trovato alloggio piccole succulente.

Passando di fianco alla staccionata e sotto un tunnel verde, si gira sul retro della casa; ma anche qui ordine e cura dei particolari: folti gruppi di Felci, vasi di Begonie appesi alle pareti e un trompe l’oeil, una finta finestra con ante a specchio per riflettere la luce e ampliare lo spazio.

  Poco oltre appare un piccolo recinto che racchiude un altro orto, e anche qui di nuovo fiori annuali a profusione, coltivati insieme agli ortaggi;  vicino alla siepe, all’ombra,  un bel mucchio di compost già pronto, un altro in via di maturazione e le arnie per le api.  Tutto intorno la cornice dei prati naturali, preceduti da alcune aiuole di forma irregolare seminate ad annuali, che segnano il confine tra il pascolo e l’orto.

Un’altra staccionata si apre sul nuovo giardino di ghiaia…..è il giardino mediterraneo, dove il terreno è stato accuratamente ammendato e preparato con aggiunta di sabbia e ghiaia, per farvi crescere piante “da secco” tipiche degli ambienti mediterranei;  qui la gamma dei colori è più sobria e ci è più familiare, il verde è meno intenso, prevalgono i toni grigio argento con solo pochi tocchi di colore caldo.   Vi sono per lo più piante a noi ben note, abbastanza comuni e di facile coltivazione nei nostri climi (Linum usitatissimum, Euphorbie, Elicrisum italicum, Nepete, Dianthus cartusianorum, Coreopsis verticillata, Allium luteum, A.sphaerocephalum, Origanum, Achillea coartata ecc.), ma produce uno strano senso di spaesamento vederle in mezzo a questi prati verdissimi e fertili, dove la loro coltivazione richiede attenzioni che da noi non sono affatto necessarie.

E il terreno è talmente ricco e umido che, appena finisce la zona ghiaiata, subito la natura del luogo riprende il sopravvento e riappaiono piante che gradiscono l’umidità e il terreno ricco e fertile, come Persicarie e Phlox.

Tutto attorno un placido villaggio austriaco, case dai tetti a punta, orti ordinatissimi e piccoli giardini ben curati; sullo sfondo montagne, pascoli e boschi a perdita d’occhio.

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