Descrizione Progetto

Sintesi dell`intervento fatto durante l`incontro organizzato dal Garden club di Ravenna il 15.02.2016 nel quadro delle iniziative per l`anno 2016, dal dott. Gastone Greggi, Vice Presidente di “Oltre il Giardino” e vivaista (Centroflora Greggi – Forlimpopoli)

Nel cercare una inquadratura il più possibile obiettiva sul contesto del giardinaggio in Europa oggi, argomento più  volte preso in considerazione nella mia lunga vita dedicata al verde, continuo a trovare come riferimento principale ed orientativo, il giardino Inglese.  Le evoluzioni dei costumi in atto da parte della popolazione europea si rivolgono sempre di più ad una sensibilizzazione verso tutto ciò che é vivo e anche i giardini con le loro piante si trovano coinvolti in questo felice mutamento. Questa evoluzione sta volgendo verso la visione di un giardino più indirizzato a elementi ecologici e ambientali diversi a seconda delle geografie coinvolte. Naturalmente il vecchio prototipo di giardino inglese continuerà ad essere vivo ma riservato ad un pubblico ristretto e facoltoso per gli elevati costi di gestione che comporta.

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Per la gran parte dei cittadini europei e soprattutto per le zone più mediterranee, la naturale evoluzione del giardino moderno comincia ad indirizzarsi verso giardini a bassa manutenzione con utilizzo di piante ben integrate a ciascun ambiente specifico. Soprattutto nei paesi mediterranei ciò si concretizza per le difficoltà di mantenere sempre umido il substrato, ovvero le difficoltà con l`irrigazione.

Possiamo datare questa evoluzione ad alcuni personaggi ormai storici come Karl Foerster, un antesignano, e successivamente i fenomeni più radicali nel cambiamento hanno avuto origine nella nouvelle vague olandese e particolarmente Gerritsen e Oudolf e contemporaneamente in Germania con Cassian Schmidt. Contemporaneamente un`ulteriore spallata decisa ai vecchi sistemi di giardinaggio, viene dalla Francia con le innovative idee di Gilles Clement e le sue interpretazioni naturalistiche del giardino in movimento.

Altro contributo autorevole e importante e` venuto dai cultori del giardino secco come Beth Chatto con il suo giardino secco in Inghilterra (non molto rappresentativo per il suo clima) e soprattutto con le ricerche e le applicazioni di Filippi nel sud della Francia. Al termine di questi progressivi cambiamenti e interpretazioni del giardino, si inserisce ultimamente il pensiero di Jonas Reif (paesaggista tedesco) e Christian Kress (vivaista del nord dell`Austria) che elaborando il pensiero di Clement perfezionano il pensiero filosofico e tutto il discorso del “giardino in movimento” e lo codificano nel loro libro `Blackbox Gardening` dove affrontano il tema più  tecnicamente e dal punto di vista orticolo.

Il rischio, a mio parere, è quello di poter passare, in futuro, da un giardino all`inglese codificato e uguale in tutti i paesi europei, ad un altro giardino più moderno e basato su questi nuovi principi, ma nuovamente uguale in tutte le latitudini e un tutti i paesi. Per superare questo pericolo esiste probabilmente solo una strada: quella di un giardino che, pur basato su questi principi, sia caratterizzato da un utilizzo sempre maggiore di piante autoctone delle varie regioni in cui si opera,come sta dimostrando in Germania il biologo tedesco Reinhard Witt che sta creando giardini ecologici con questo principio.

Un`altra possibilità che ognuno di noi ha è quella di utilizzare materiali autoctoni, a iniziare dagli inerti e dall`uso del cippato al posto delle cortecce, e all`uso di recinzioni e ricoveri tutte legati al proprio territorio. Tutto questo sarebbe già di per sè sufficiente a dare un impronta caratteristica ad ogni giardino.

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