Sulle prime ondulazioni della collina nei pressi di Castel San Pietro, l’azienda agricola “Peoniamia” produce e commercializza circa 180 varietà di Peonie da taglio, ed anche Peonie erbacee a radice nuda e in vaso.  Il giardino della villa ottocentesca, sede dell’azienda, ospita ancora antiche varietà di Peonia tra cui un esemplare di Duchesse de Morny – varietà piuttosto comune in queste zone dell’Emilia Romagna, molto meno altrove – da cui discendono alcune delle piante in coltivazione.

La proprietaria, disponibile a rispondere a tutte le nostre curiosità, ci ha spiegato che la Peonia è una pianta rusticissima e longeva, molto adattabile a varie situazioni ambientali e di scarse esigenze idriche: gli unici momenti in cui è consigliabile innaffiare sono l’impianto e l’attecchimento, mentre in seguito è utile solo durante la produzione dei boccioli, per il resto è in grado di sopportare anche prolungati periodi di siccità.

La divisione dei rizomi è un’operazione da effettuare con molta attenzione, dopo aver estratto la pianta madre dal terreno, e lasciando almeno due o tre gemme per ogni porzione. La proprietaria, con una lama affilata e mano sicura, taglia e divide il grosso groviglio di rizomi carnosi davanti ad un gruppetto di visitatori attenti e interessati.

Il periodo migliore per mettere a dimora i rizomi è proprio questo, tra ottobre e novembre, ma si può continuare fino a febbraio.

In questo momento nel campo di coltivazione si stanno tagliando a livello del terreno i grossi steli fogliari, ormai inutili alla pianta al termine del periodo vegetativo; i residui verranno bruciati per eliminare possibili focolai di diffusione di malattie fungine.   I pochi nemici delle Peonie sono infatti alcune malattie crittogamiche, per le quali basta evitare i ristagni idrici o effettuare, al bisogno, i corretti trattamenti.   La fertilizzazione, a basso titolo di azoto, si fa a fine autunno con concimi organici, e all’inizio della stagione vegetativa con fertorganici più ricchi in potassio, per non favorire un eccessivo sviluppo fogliare a discapito della produzione di fiori.

Un altro consiglio della proprietaria è quello di evitare la raccolta dei fiori nel primo anno dell’impianto; negli anni seguenti non va recisa più della metà degli steli florali, avendo sempre cura di lasciare più foglie possibili sulla pianta.

Dopo la visita al vivaio si va a Dozza, per il pranzo in un locale tradizionale e un giretto nelle viuzze del paese, noto per gli affreschi sulle facciate di molte case.

Nel primo pomeriggio è il momento del foliage nel giardino di Stefano Peroni a Castel Bolognese : qui, nel “Giardino tra i campi” Stefano ha raccolto una ricca collezione di Aceri e Liquidambar (e non solo), insolita per queste zone di pianura, in cui il terreno ed il clima non sono certamente quelli che meglio si confanno alle esigenze di questi alberi. Eppure qui crescono bellissimi e in ottima salute!

La colorazione delle foglie non ha ancora raggiunto l’apice; le condizioni perchè si producano le più intense sfumature cromatiche sono molteplici, ma si può dire che l’alternarsi di temperature fredde con una certa dose di sole e pioggia siano determinanti.  Quest’anno gli Aceri hanno sofferto un po’ la siccità, ma lo spettacolo è comunque notevole.

Nel giardino di Stefano gli Aceri non sono le uniche primedonne: nelle aiuole vi sono scenografici ciuffi di Graminacee, i cui steli vengono tagliati solo a fine inverno, per godere dei magici effetti della brina o delle gelate invernali sulle infiorescenze secche; insieme a queste, alcune varietà di Persicaria amplexicaulis (altra collezione!) e poi le bacche viola intenso della Callicarpa bodinieri, o il blu luminoso di Rabdosia longituba.   Ma i colori accesi e cangianti degli Aceri ci distraggono: anche le foglie cadute a terra sono belle!

Ormai è ora di andare, il gruppo degli Oltregiardinieri si raccoglie per i saluti al proprietario del giardino, che ci ha accompagnato durante la visita raccontandoci un po’ delle sue passioni e delle sue collezioni, ma anche dei suoi insuccessi e dei suoi continui ‘esperimenti’ con nuove piante e accostamenti: anche il suo giardino è sempre in divenire!

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