Tra le morbide colline del Montefeltro, Rosetta Borchia ha creato su un pendio soleggiato e piuttosto scosceso, un giardino che si inserisce con naturalezza nel  paesaggio circostante, molto bello e dal carattere a tratti selvaggio e libero, più strutturato invece – ma con scorci sempre molto suggestivi – nelle aree antistanti l’abitazione.  All’arrivo ci accolgono i lunghi festoni fioriti di una grande rosa Léontine Gervais

Nel “Giardino delle Rose perdute” la proprietaria raccoglie da anni e spesso letteralmente recupera, salvandole dall’estinzione, una grande varietà di rose scoperte durante le escursioni nelle campagne circostanti.

Nei vecchi cimiteri abbandonati, vicino ai ruderi di qualche casa colonica e spesso negli orti familiari, ha rinvenuto rose molto belle ma di non facile identificazione. Sono piante molto robuste e vigorose – in gran parte Galliche, Alba, Centifolie e loro ibridi – sopravvissute ad anni e anni di incuria, che qui trovano un rifugio in cui continuare a vivere e propagarsi liberamente. Non necessitano di molte cure, solo pochi e rari trattamenti, sostegni su cui appoggiare i tralci e qualche sfalcio del prato per mettere in risalto la loro bellezza.

Molte di queste rose sono tuttora non identificate e quindi senza nome; potrebbero essere gli ultimi esemplari di rose ritenute ormai scomparse. Un magnifico cespuglio per esempio lascia perplessi: steli, fogliame e portamento ricordano una Rosa cinese, il fiore invece, stradoppio, porpora intenso e profumato, assomiglia a quello di qualche Portland, tipo la Rose de Rescht. Ma chi sarà ?

Tra siepi di rose continuiamo a passeggiare ascoltando Rosetta e Maria Eva, dentro il dedalo dei sentieri e dei cespugli di rose,  pergole di rose e ancora rose arrampicate ovunque!

Un’aiuola in cui ancora non è passato il tagliaerba conserva un aspetto deliziosamente arruffato, lasciando convivere in armonia umili erbe selvatiche,  Cisti spontanei, Ruta graveolens e una rosa di un colore intensissimo che non passa inosservato, un’altra bella senza nome.
Avvicinandoci all’abitazione scopriamo altri angoli suggestivi : una panchina sistemata strategicamente di fronte ad una apertura sul paesaggio e un grande prato di Sulla in fiore, pensato come labirinto di sentieri tra l’erba (una idea da ricordare, per evitare di faticare inutilmente col tagliaerba)
Tornando verso casa di nuovo rose, altri scorci che fanno sognare ed ancora qualche idea da copiare.
Qualche goccia di pioggia al momento della partenza, ma giusto per darci il pretesto di ripararci sotto un pergola, ovviamente di…rose!

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