Sabato 20 ottobre visitiamo a Rimini alcune recenti realizzazioni paesaggistiche, vincitrici di prestigiosi premi internazionali, guidati dai progettisti delle opere stesse.

Il primo che vediamo, vincitore del premio internazionale ‘City Brand&Tourism Landascape Award’ – promosso dal Consiglio nazionale degli Architetti e Paesaggisti, e da Paysage, rivista nazionale di architettura e disegno urbano – è il giardino aziendale del nuovo polo espositivo della ditta Scrigno a Sant’Ermete (Rn), inaugurato nel giugno dello scorso anno e progettato da Studio Pampa, curatore del progetto l’arch. Filippo Piva.

Qui, oltrepassati i cancelli di accesso, un ampio ed anonimo piazzale asfaltato è stato trasformato in uno spazio dalla forte caratterizzazione, pensato per creare un raccordo equilibrato tra giardino, corpi di fabbrica e paesaggio circostante.

I due edifici, stilisticamente molto diversi, sono messi in relazione tra loro da linee nette che tracciano percorsi rettilinei attraverso l’area a prato e la superficie mossa del parterre di graminacee, o la vasca d’acqua a sfioro. Coerentemente con la destinazione industriale del luogo, i materiali usati per creare i percorsi, gli arredi esterni e le sedute che seguono i camminamenti, sono quelli solitamente utilizzati nel settore industriale e commerciale, e quindi si tratta soprattutto di cemento e lastre di gres.  Un terrapieno inerbito ripete le linee ondulate del tetto dell’edificio di fronte e si riflette sulla superficie dell’acqua.

Il muretto di contenimento del prato rialzato è progettato affinché sia fruibile come seduta, divenendo così un piacevole luogo di sosta per i visitatori o per i momenti di pausa di chi lavora nell’azienda, ed è percorso per tutta la lunghezza da una sottile linea luminosa, più visibile nelle ore serali.

L’elemento acqua, raccolto nella vasca a pianta rettangolare, accompagna il visitatore verso il fronte vetrato di uno degli edifici, destinato ad esporre le ultime novità prodotte dall’azienda, e ad accogliere meeting, conferenze e incontri di lavoro.

Elementi metallici su cui si arrampica una Ampelopsis quinquefolia fungono da raccordo con l’edificio, e formano una galleria da cui si accede al giardino segreto, un’area pensata per una frequentazione più riservata e raccolta, benché sia visibile dall’interno dell’edificio.

Qui i percorsi si fanno meno rettilinei e più sinuosi, per invitare ad esplorare l’area ed osservare da vicino la vegetazione, più varia e ricca di essenze fiorite; le sedute sono sobri parallelepipedi, illuminati alla base da un corpo luminoso che ne sottolinea la forma.

Dalla terrazza al primo piano che segue due lati dell’edificio si ha, da una parte, una visione d’insieme del giardino segreto, dall’altro la vista sfuma sulle colline circostanti.

Questo giardino, uno dei non frequenti esempi nel nostro paese di giardini aziendali contemporanei, sa unire una forte valenza estetica alla piena fruibilità degli spazi esterni, facendo di un luogo di lavoro anche un ambiente in cui è piacevole sostare e incontrarsi.

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